Il Matrimonio Civile (1 di 2)
Il rito civile è sempre più diffuso, sia perché molti non si sentono pronti ad assumere l?impegno indissolubile del matrimonio religioso, sia perché aumenta il numero di persone divorziate, che non possono accedervi senza ottenere l?annullamento del vincolo precedente da parte del Tribunale Ecclesiastico. L?iter burocratico non è eccessivamente complesso, ma richiede tempi a volte abbastanza lunghi, quindi è consigliabile attivarsi con sufficiente anticipo e pianificare con attenzione il proprio percorso, per evitare di perdere tempo e soprattutto per non rischiare di mancare gli appuntamenti.
Poiché alcuni documenti devono essere richiesti nel Comune di nascita, altri in quello in cui si è risieduto nell?ultimo anno, possono rendersi necessari degli spostamenti, non sempre agevoli per chi lavora e non può delegare un?agenzia per queste documentazioni. Compiuto l?iter burocratico fino all?affissione delle pubblicazioni, è possibile sposarsi entro i sei mesi successivi, scegliendo liberamente un qualsiasi Comune sul territorio nazionale.
La cerimonia in Comune ovviamente è meno rigorosa del rito canonico, ma bisogna seguire alcune regole di base: in primo luogo è opportuno verificare per tempo lo stile della sala della Casa Comunale, abitualmente molto sobrio, adeguandovi l?addobbo floreale, e sulla sua capienza, per evitare spiacevoli affollamenti. Gli inviti vengono realizzati nella forma tradizionale delle partecipazioni, anche se, soprattutto nel caso di persone divorziate, normalmente la cerimonia è più discreta e con un numero ristretto di invitati, scelti tra i parenti stretti e gli amici cari.